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Posted on 14 ottobre 2015 · Posted in Aree di ricerca

I paesi del Mediterraneo soffrono più di altri il peso e le conseguenze della crisi economica. Dalla Spagna all’Italia, dalla Francia alla Grecia, passando per le città del Nord Africa, milioni di famiglie devono affrontare il problema dell’emergenza abitativa, della disoccupazione, dei redditi troppo bassi, dei consumi e dei fabbisogni primari.

I piani smart city di social housing per l’edilizia a basso reddito stanno cominciando a dare soluzioni concrete all’urgenza abitativa, ma necessitano di ulteriori risposte da parte delle amministrazioni locali, anche in termini di diritto all’abitare, di infrastrutture efficienti e servizi di qualità. Nei paesi della costa meridionale del Mediterraneo le vecchie abitazioni occupate da famiglie a basso reddito rappresentano il 40% del parco edilizio complessivo.

La riqualificazione energetica di questo tipo di patrimonio edilizio ha un alto valore sociale. In Europa alcune decine di milioni di cittadini vivono in regime di energy poverty, cioè non sono in grado di pagare i propri consumi di energia e vivono condizioni di disagio. Lo sforzo da fare è dunque quello di fornire degli alloggi ad energia quasi zero. Tutto ciò che queste fasce di popolazione “risparmieranno” per le bollette, inoltre, potrà essere immesso nel mercato per l’acquisto di beni materiali e quindi, se moltiplicato per milioni di famiglie, diventare un ulteriore volano di ripresa economica.

Il progetto ELIHMED (Energy Efficiency in Low Income Housing in the Mediterranean), coordinato dall’italiana ENEA e lanciato attraverso diverse azioni pilota in Italia, Spagna, Francia, Grecia, Cipro e Malta, punta proprio all’allargamento dell’housing sociale e alla sua valorizzazione, attraverso interventi in chiave smart energy, di co-housing, per la partecipazione dei cittadini allo sviluppo dei progetti, la rigenerazione e la riqualificazione urbana.

In Italia l’esperienza pilota ha coinvolto abitazioni rurali in Sardegna e condomini di case popolari a Genova e Frattamaggiore, comune della provincia di Napoli: in totale sono state riqualificate, dal punto di vista energetico, circa 100 abitazioni.

La crisi economica sta allargando notevolmente la fascia di coloro che hanno difficoltà ad accedere al mercato libero degli immobili. Disoccupati, studenti, precari, famiglie disagiate, sono diversi i soggetti che fanno richiesta di un abitazione sociale, a basso costo, e che allo stesso tempo possono partecipare attivamente a progetti di innovazione sociale e smart community.

L’obiettivo di ELIHMED è ridurre il fabbisogno energetico degli edifici a livelli “quasi zero”, in linea con le indicazioni europee del “pacchetto clima-energia 20/20/20“. L’efficientamento energetico delle case a basso reddito, con elevato potenziale di risparmio, rappresenta infatti uno strumento chiave per raggiungere l’obiettivo comunitario del taglio del 20% dei consumi entro il 2020 e può essere considerato un settore trainante per favorire la ripresa dell’economia nazionale.

Fonte: di Flavio Fabbri su key4biz.it

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