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Posted on 14 giugno 2016 · Posted in Aree di ricerca

#Smart city del Mediterraneo tra cultura dell’accoglienza e orientamento al miglioramento continuo della qualità della vita

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Cosa vuol dire “smart city”?

Una città è “smart” (intelligente) se si dà una visione di ciò che essa e vuol diventare per migliorare continuamente la qualità della vita dei propri cittadini e se punta a realizzarla concependo unastrategia di smart city “a tutto tondo”, che non si risolva cioè nella mera digitalizzazione delle informazioni e nella costruzione di big data, ma che faccia “leva” sulle risorse umane, storico-culturali, artistiche, architettoniche, paesaggistiche e naturali nelle quali la città eccelle e intorno alle quali essa può costruire la propria identità.
In periodi di ristrettezze finanziarie, le città devono impiegare a servizio della strategia di sviluppo il patrimonio immobiliare inutilizzato o scarsamente impiegato e i beni confiscati alla mafia, i quali devono diventare luoghi di coworking da mettere a disposizione di startupper, innovatori, artisti e creativi.
Le città smart puntano sull’economia circolare, sul riciclo e sul riutilizzo, sull’energia rinnovabile per preservare così l’ambiente e la qualità della vita.
Anche l’accoglienza degli immigrati e dei profughi assolve un ruolo cruciale. Essi infatti contribuiscono alla ibridizzazione culturale, alla crescita demografica e al ringiovanimento della popolazione e della forza lavoro, ingredienti fondamentali di ogni strategia di sviluppo.
La digitalizzazione delle informazioni prodotte dalla città e i big data giocano un ruolo assai importante, ma in sé non sono strategie smart city, non bastano cioè a trasformare una città “stupida” in una smart city; sono solo strumenti per la realizzazione delle strategie di smart city, ma non coincidono con esse.Perché le città dovrebbero puntare a diventare “intelligenti” impegnandosi a migliorare continuamente la qualità della vita dei propri cittadini? 
Perché in questo modo le città attraggono talenti, lavoratori qualificati ed imprese da altre aree geografiche, crescono e producono ricchezza, acquisendo così le risorse necessarie per finanziare il continuo miglioramento della qualità della vita dei cittadini. Si innesca così un circolo virtuoso che si autoalimenta, creando i presupposti dello sviluppo sostenibile nel medio-lungo termine.

Le risorse-chiave dello sviluppo delle città, dunque, non saranno più la disponibilità di materie prime e lavoro a basso costo, bensì l’accoglienza e l’orientamento miglioramento continuo della qualità della vita dei cittadini. L’accoglienza di persone e imprese da altre regioni e da altre nazioni è, al contempo, il presupposto e l’effetto dell’orientamento al continuo miglioramento della qualità della vita dei residenti.
La competizione internazionale si giocherà tra città, prima ancora che tra imprese. Nessuna impresa potrà reggere la competizione internazionale se opererà in una città “non-intelligente”, chiusa al cambiamento e ai talenti e alle imprese provenienti da altre aree geografiche.

Cosa accadrà alle città che non adotteranno una strategia di smart city?
Non tutte le città saranno capaci di diventare “smart” nel senso che si è appena precisato. Alcune si chiuderanno, non sapranno perseguire il miglioramento continuo della qualità della vita e si impoveriranno, soprattutto di capitale umano e di imprese. Esse erano prossimo futuro, per questa ragione, nuove città conquisteranno un vantaggio competitivo, scalzando quelle meno “smart”.

Quale sarà il destino delle città del Mediterraneo?
Le città del Mediterraneo sono potenzialmente favorite in questa sfida rispetto alle città del mondo anglo-sassone, almeno sulla carta: la disponibilità di cibo biologico, il paesaggio, il clima, le risorse culturali e architettoniche, costituiscono infatti ingredienti preziosi per realizzare una strategia smart city a tutto tondo. Ciò che occorre è rafforzare la cultura dell’accoglienza.

Prof.Domenico Nicolò

domeniconicolo.blogspot.it

About the Author

Fabio Gambino è un ingegnere gestionale con esperienza nell’assistenza tecnica alla pubblica amministrazione e nel monitoraggio, controllo e valutazione di programmi e progetti innovativi. Attualmente, presso il Centro Studi Smart City di Cosenza, si occupa di ricerca, formazione e sviluppo di progetti sulle città intelligenti.